Visioni
Alessandro Labriola
270 poesie pubblicate
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Giumente pezzate, l'ilarità del fieno pallido
- la pelle magra e sottile
morsi dai fili d'erba candida;
un intrepido arcobaleno
e già osservano le Incantatrici del frassino
l'imbrunire d'ebano al livore nei soffi continui:
è la cadenza della marcia! La loro gioia
tende ai lampioni la sua aura grandiosa e bluastra.
Rivaleggiano giostrando scarabei mesti
- battaglie e cariche nella prateria d'osso
stanche membra in contemplazione estatica
nei continui lampi dell'eretica ebbrezza.
Ali di luce si elevano al pozzo, riflesse
guizzano venti battiti tarpati
- piumaggio del mattino di cenere
e cinereo grido; fu per la serpe sussulto infernale
e in cuor mio l'estasi calda
- vedove bendavano i rami
le aiuole di brividi, le brine di nostalgia;
si diressero via le ombre del carnevale
con sè la festa, la musica, la stessa febbre
e felicità! Voltai al suo richiamo
il mio tenero vigore, aggrappato forte con le mani
alle sue figlie splendide:
Il mio grido riecheggia Eternità!
Estraneità dalle folle,
infinità delle magie ridicole
e per l'Attimo! Ancora.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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EnzoL28 novembre 2011
un turbinio di immagini ... visionaria al punto giusto... fantastiche le metafore che hai utilizzato tra 'aiuole di brividi' e 'morsi dai fili d'erba'... mi piace questa allucinazione campestre mista ad una festa 'eretica' colorata che svanisce ... lasciando il tuo sentire in solitudine dalle folle... geniale
C
Citarei Loretta Margherita28 novembre 2011
molto originale queste visioni marcate rendono notevole la poesia, complimenti

