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Ribellione 3 dicembre 2011 · lettura 2 min · 2171 letture

Rabbia

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Io sono La Rabbia Covata - incarnata i venti anni che lacrimano dal cielo saette di mercurio e zolfo per l'orrore degli Uomini nel crogiolo dell'eterna dipartita. Sono la frenesia che aleggia nel miglio gramo, mi agito la notte nelle ombre: serpentina libero i cuori gelosi, la bocca dell'uomo teme e beve da quei fiotti di sangue impuro: la sua forza. - mordo alla giugulare molle delle famiglie il ventre degli orfani rendo la pietà ridicola, la solitudine amica: invocando persino una morte sensuale! Io Rabbia non mento, con la sincerità dei feti l'incontinenza degli steli molli ardo nella voglia di esplodere - calore attraversa i palpiti corpi, membra... riduce a brandelli la coscienza; lascio che la pietra ricopra carne e petto, creo scudi crepitanti contro ogni affetto e maschero le donne rare di superbia; mi nutro delle incomprensioni e le paure che tuttavia allevio col vigore degli oppressi alla ribalta! l'energia della violenza - primitiva nella mia indolenza privata: sono Premeditata e a me vengono inviate Preghiere ogni sole e ogni luna. L'umanità dovrebbe ereggere le mie piramidi d'ebano. Ah! Se io lasciassi sopravvivere i miei figli nervosi che in Me Briuciano veloci avvampando come le foglie che sono, quando i loro "poteri" a me ritornano con i pentimenti dei colpevoli. Sono la Fiamma che arde vermiglia e di cui Aneli le gravi ustioni... Non v'è pace sulla terra o in cielo per i cuori poiché li placherò solo a orgia compiuta. Sono il fratello incestuoso dell'Amore dalle nostre notti di scandalo nacque coi capelli di bruma la dolce Vendetta. Gli sputi e i giuramenti vani, con il tradimento la brama ricacciata come un rigurgito dall'inferno che mi ha creata - Aleggio sui campi di battaglia tutti mi vedono come un abbaglio feroce: Compimento. Le schiere: gli aurighi col veleno nero, gli arpioni che smuovon la pelle e la ripicca; bramo il lamento fatale del nemico amo lo strazio e lo scempio di quel Banchetto finale.
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Dipinto di Simona Rei - Rabbia

L'autore
Alessandro Labriola
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Commenti (5)

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EnzoL3 dicembre 2011

beh... la rabbia credo sia un sentimento tanto nobile quanto l'amore... ci da la forza, se veicolata bene ci sostiene... ci trasforma... è impetto, un cuore solitario e sofferente conosce bene il significato di rabbia... si fa scudo con essa ...si rigenera con essa... un grande testo Labriola, diverso dal tuo solito... efficace fulmineo colpisce!

In Venere veritas3 dicembre 2011

così, EPICO. sempre direi. baudeliarano in queste immagini da inferno dantesco. molto, sì.

C

la rabbia è un sentimento negativo che nulla di buono porta. notevole complimenti

Laura Maira3 dicembre 2011

Questo capolavoro abbagliante e vivido di immagini vibranti e perfettamente in grado di dipingere l'intensità di questi roboanti, ruggenti, estremi sentimenti palpitanti in cui ognuno di noi può specchiarsi poiché vivo, è un piacere aspro e delizioso da leggere e rileggere, anche quando, abbattuti dagli eventi e dalle ingiustizie, si ha bisogno di energia e di una sferzata... Questa poesia è capace anche di questo. Sfogo la mia rabbia nel leggerla. Onore al grande Poeta che ha reso questo servigio all'Arte e a tutti noi.

elena rapisa8 giugno 2014

Arriva si arriva, potente come una scudisciata, vera come una necessità pulsante. In ognuno di noi penso alberghi rabbia; un sentimento che può essere distruttivo ma anche costruttivo se come fine ha il cambiamento. Lirica di enorme valenza sia poetica che etica. Come sempre sai tu