Amico mio
Con te è sparito l’ultimo pittore
del rinascimento e lo scultore
sognante, l’architetto innamorato
della cultura che anima gli spazi,
il critico sagace e mai cattivo,
il poeta della vita, il maestro
del divino equilibrio, lo studioso.
Per questo e ancora più per il tuo cuore
e per la mente senza fine fosti
pianto. Io pure sul tuo corpo freddo.
sparsi lacrime ch’erano dolore
fitto ed anche assai grave presagio
del desolato spegnersi per sempre
di quel sorriso mio che suscitava
la tua ironia talvolta e la tua grazia.
E fin da allora quando qualche evento,
sia lieto oppure triste mi distoglie
dallo stretto dovere quotidiano
penso dentro di me: ma dov’è lui?
perché non mi accompagna nella vita?
e nostalgia mi punge e da rimpianto
sono colpito e, forse, da rimorso
d’esser venuto qualche volta meno
alle esigenze del feroce male
che su lui vinse. C’è però il ricordo
dolcissimo della bella persona
che mi fu tolta e il modo ancor m’offende.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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