Solitudine bianca
Gesuino Curreli
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Solitudine bianca come i fiori
di arancio nella terra dei due mari,
profumo di limoni alle mie nari,
di ginepri e di mandorli gli odori.
Solitudine che mi detta il carme
che sappia di conforto e di ragione
ora che mi apre l’uscio una stagione
di sussulti impietosi e di certame.
Ora vagare sarà il mio destino
nei giorni a cui confido lo sgomento,
avrò il fardello addosso e lo scontento
di chi si accinge a fare altro cammino.
Ora mi arrendo ma darò i colori
dorati dei meriggi e del mio cielo
l’azzurro immacolato come un velo
di sposa che assapora i primi amori,
e quella tela avrà col mio timore
la forza di implorare altro respiro.
Solitudine, tu se mi abbandoni
non avrò l’ora, tra l’asprezza e il sole,
di contare col giallo dei limoni
le sfumature vergini di viole,
e non avrò, pensando al mio dolore,
la forza di incontrare quello altrui,
né di capire come allora fui
principe di un’altra età piena d’amore.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Marina Pacifici15 dicembre 2011
Si resta incantati, commossi e sorpresi dalla sublime armonia di questi versi, dove l'unica consolazione al dolore ascoso e intimo del Poeta diviene la Poesia e lo splendore della natura della sua natia terra. Un omaggio, Maestro
C
Colomba22 dicembre 2011
Poesia intrisa di ricordi d'amore, tristezza e paura di intraprendere un altro cammino, rimane imprigionato tra i profumi, i colori e la bellezza della sua terra, bei e splenditi versi che toccano l'animo!

