Lamento

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e cosa, cosa al mondo può distruggere un uomo, un intelletto... rendendolo schiavo, straziato e ferito più del tradimento di una madre... cosa può oltraggiare il cuore e l'anima, se non l'abbandono celato dalle ipocrisie. in questo meraviglioso testo s'esprime un canto amaro, a me tanto famigliare ... vicino agli incubi che penzolano giornalmente nella mente. i versi sono un concentrato di forte amarezza, disincantati fino all'ultima virgola... la strofa che più mi ha colpito e la decima... ed è li che il peccato ha preso la forma... il rinnegare se stesso per errori che non riguardano l'attore... una grandissimo lavoro, vero e ferroso... versi che si scolpiscono nell'aria un capolavoro
lapidario e doloroso lamento... nasce dalla sofferenza, tanto più quando non sia esibita, ma vissuta nell'isolamento d'una coscienza spiccata e lucida, che tenti una qualche spiegazione, e poi una via da percorrere... e nel tentativo, affondi nell'oscurità della corruzione unanime di questa società...ed infine, dolorante e pesto approdi all'arte, come canale di sfiato... allora sì, arte sia... e lor signori non sapranno mai a che prezzo! non aggiungo altro... semplicemente m'inchino!
Una sola notte di pace sia possibile nella pece di questo dolore atroce. Ossessione di pianto, il lamento mai stanco. Il fantasma del passato. L'autore è stato l'Eccellenza dell'Arte.
Versi che trasudano dolore e tristezza... veli impietosi che fagocitano l'anima urlante...




