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Introspezione 1 gennaio 2012 · lettura 5 min · 2067 letture

Ô, Jeannine! Jeannine!

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
+ Segui
~ * ~ ~ * ~ Moi qui ne vis que dans mon cœur, qui de l’ histoire des temps ne connais que ma propre histoire, je ne peux me résigner de voir mourir l’espérance, ce besoin divin dont jamais être humain n’ a pu s’affranchir et de vivre dans l’ affliction… sachant que mon chemin me conduit au couchant qui tarira pour toujours la goutte de rosée qui tombe du ciel. Cette pensée m’effraie! Oh, ces années qui s'enfuient pressées par d'autres années. Cette vie qui t’illusionne puis te poignarde dans le dos. Sitôt que je veux me réjouir, effacer les soucis, oublier les peines, le passé reparaît… et impétueux, les souvenirs affleurent et répondent à ma tristesse… j'écoute! Ah, qu’il se passe d’orage au fond de mon cœur. Y a- t- il des souvenirs qui ne vivent de pleurs et ne nous voient gémir? Comme zombis, ils sortent de la fosse pour se nourrir de la chair. J'oublie le bonheur. Je lutte pour m’ arracher au gouffre de désespoir où je succombe. Déjà mon cœur a cessé de frémir. Quelle lutte douloureuse... ce mépris de la vie, cette horreur de la mort! Ô ma mère! Qu’ arrive t- il quand l’absence ou la mort isole une femme sur terre? Ne languit- elle pas de s’ appuyer de nouveau sur le sein d’ un ami pour apaiser ses peines? Combien de reproches je me fais pour ne vouloir tuer une seconde fois celui qui me fût fidèle. Mais n' est- ce dans la nature humaine que cette nécessité de se distraire? Saisie par le remords d’ en être capable, il semble toujours qu’une voix, touchante et résignée me susurre: « toi que j’aimais, m’ as- tu donc oubliée?". Mais qu’est devenue la voix qui répondait à la mienne? Dans mon lit trop vaste et dévasté, dans l’ obscurité qui descend lentement, un sentiment de tristesse s’ empare de mon âme. Ah, ce besoin d’ aimer et d’être aimée encore. Ma peau réclame l’ivresse des passions juvéniles. Ô, Jeannine! Jeannine! Ton drame n’ est pas celui de vieillir… mais c’est l’illusion que tu as, de rester jeune. Quelle lutte douloureuse. . - - - - - - - - . Oh, Jeannine! Jeannine! . Io che vivo solo nel mio cuore, che della storia dei tempi non conosco che la mia propria storia, non posso rassegnarmi di vedere morire la speranza, questo bisogno divino di cui mai essere umano si è potuto affrancare e di vivere nell'afflizione... sapendo che la mia strada mi conduce al tramonto che prosciugherà per sempre la goccia di rugiada che cade dal cielo. Questo pensiero mi spaventa! Oh, questi anni che fuggono spinti da altri anni. Questa vita che t’illuda, per poi pugnalarti alle spalle. Non appena voglio rallegrarmi, cancellare le preoccupazioni, dimenticare le pene, il passato riappare… e impetuosi, i ricordi affiorano e rispondono alla mia tristezza. Ascolto! Ah, quanti temporale in fondo al cuore. Ci sono ricordi che non vivono di lacrime e non ci vedono gemere? Come zombi, escono della fossa per nutrirsi della carne. Dimentico la felicità. Lotto per strapparmi dal baratro di disperazione dove soccombo. Già il mio cuore ha cessato di fremere. Che lotta dolorosa... Questo disprezzo della vita, quest’orrore della morte! Oh! madre mia! Cosa succede quando l'assenza o la morte isolano una donna sulla terra? Non languisce forze, di appoggiarsi di nuovo sul seno di un amico per acquietare le sue pene? Quanto mi rimprovero per non voler uccidere una secondo volta colui che mi fu fedele. Ma non è nella natura umana questa necessità di distrarsi? Afferrata dal rimorso di esserne capace, sembra sempre che una voce toccante e rassegnata mi sussurra: " tu che amavo, mi hai dunque dimenticata?". Ma ch' è diventata la voce che rispondeva alla mia? Nel mio letto troppo vasto e devastato, nell'oscurità che scende lentamente, un sentimento di tristezza s'impossessa della mia anima. Ah, questo bisogno d'amare e di essere amata ancora. La mia carne reclama l'ebbrezza delle passioni giovanili. Oh, Jeannine! Jeannine! Il tuo dramma non è quello di invecchiare ma è l'illusione che hai, di restare giovane. Che lotta dolorosa. ~ * ~ ~ * ~
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Tratto dal mio racconto... Ô, chimère, que ...

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Jeannine Gérard
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