Te souviens- tu?
Jeannine Gérard
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Ô, mon âme,
te souviens- tu?
Te souviens- tu
quand ivre de bonheur
je me sentis saisir
par la passion,
« griffe du vautour
sous laquelle je succombais
ravie? ».
Te souviens- tu
quand je consentis
à la rencontre
et que mon cœur
se fia tout à fait
à ses sentiments
et la douce prospective
de passer quelques jours
ensemble
fit disparaître
toute prudence?
Je m’amusais à ordonner
les détails du voyage
et il n’y avait pas un
de ces détails
qui ne fût une source
de plaisir.
Ô, l’heureuse
espérance du cœur,
le charme du mystère!
Avec un mélange
d’inquiétude
et de plaisir,
je jouissais à l’approche
par avance.
Je renouais
avec mes premiers émois
de jeune fille
sans me soucier
de mon âge.
Ma peau réclamait l’ivresse
des passions juvéniles.
Cet homme avait su faire
palpiter mon cœur.
Tout de lui me charmait...
« sa voix, sa plume qui,
comme un archet magique,
me fit perdre la tête ».
C'était lui que j'attendais...
Je recommençais à vivre
et me sentais mourir
en ce bonheur extrême.
Ainsi,
je mis les ailes.
Mais qu’est- ce l’Amour,
quand il prévoit,
quand il calcule?
Je me prêtai à l’illusion
sans y penser.
Ô, mon âme,
te souviens- tu
combien de temps
qu’il est passé?
Combien?...
.
- - - - - - - -
.
RICORDI?
.
Oh, anima mia,
ricordi?
Ricordi
quando ebbra di felicità
mi sentii agguantare
dalla passione,
“artiglio dell'avvoltoio
sotto il quale perivo
lietissima?”.
Ricordi
quando acconsentii
all'incontro
e che il mio cuore
si fidò ciecamente
dei suoi sentimenti
e la dolce prospettiva
di passare qualche giorni
insieme
fece dimenticare
tutta la prudenza?
Mi divertivo a ordinare
i dettagli del viaggio
e non c'era uno
di questi dettagli
che non fosse
una sorgente di gioia.
Oh, la felice speranza
del cuore,
il fascino del mistero!
Con un mélange d'inquietudine
e di piacere
gioivo in anticipo
dell'approccio.
Riannodavo
coi miei primi turbamenti
di giovane donna
senza preoccuparmi
della mia età.
La mia pelle
richiedeva l'ebbrezza
delle passioni giovanili.
Quest'uomo
aveva saputo fare
palpitare il mio cuore.
Tutto di lui m'incantava...
“la sua voce,
la sua penna che,
come un archetto magico
mi fece perdere la testa”.
Era lui
che aspettavo...
Ricominciavo a vivere
e mi sentivo morire
in questa felicità
estrema.
Così, misi le ali
e mi prestai all'illusione,
senza pensarci.
Ma cos'è l'Amore
quando prevede,
quando calcola?...
Oh, anima mia,
ricordi quanto tempo
che è passato?
Quanto?...
°
©
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (1)
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Ferny Max Curzio8 maggio 2013
Decisamente una delle più belle odi alla giovinezza e all'amore di questa evergreen Autrice che si rinnova attraverso l'ancora esaltante ebbrezza dei suoi ricordi... Che dico, ricordi? No, in realtà son tappe dell'anima, le più vere ed importanti. E le più durature, anzi eterne, perché esse vivono per sempre, come un retaggio ed un messaggio indelebile di grazia, di gioia e, naturalmente, d'Amore... sì, quello con l'A maiuscola. Un grazie sentitissimo a Jeannine, per averci così splendidamente confidato la tessera spirituale di quel suo piccolo- grande viaggio con l'uomo che le fece palpitare forte forte il cuore.

