Giorni nuovi e vecchi tormenti
Passerà quel lieve fraseggio femmineo,
o si perderà nelle mie confusioni mentali?
Potrei smettere di tormentarmi sempre,
ma all’alba nascente svanisce il pensiero:
nei minuti trascorsi leggo poche felicità,
mi sento una farfalla lontana e romita.
I fiori che cerco non si schiuderanno mai,
perché l’unica linfa per loro sono gli affetti,
ma quella prima e tenera luce risplende lontana,
la sensibilità perduta è rinchiusa tra le sbarre
del freddo egoismo mascherato da praticità,
dell’individualismo spacciato per voglia di libertà.
Le farfalle hanno bisogno di silenzio e pace,
ma non riesco a smettere di amare, di pensare,
con la rabbia allo stomaco e l’indignazione,
nel vedere persone apprezzate disperdersi,
voler leggere la morale, dentro un mondo,
in cui ogni moralismo è spicciolo e programmato!
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli15 gennaio 2012
la morale... tanto amata ed osannata... versi che sono uno sfogo poetico ben riuscito ...andando dietro la morale cosa resta???versi condivisi con una chiusa stupenda
