Ma come vorrei dire
Gesuino Curreli
1281 poesie pubblicate
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Ma come vorrei dire nel silenzio,
tradurre con il suono e la parola
della malinconia che balza e vola
come rondine sola dentro un tempio.
Riuscire ad imitare il frullo d’ali
e un cenno appena al canto cui non giungo
per troppa povertà, ma provo e pungo
il velo del silenzio coi miei mali.
E’ fortuna sentire con il verso
lo smarrimento di chi cerca il varco
e come il dardo che ha sfrecciato l’arco
si libra, con l’istinto di chi è perso,
per alte volte e con picchiate a sesto,
fa rapide virate e ascese a razzo.
Ecco: dire così quel senso mesto
di chi non trova aiuto nello spazio
che presta l’eco stridulo allo strazio
della rondine e al suo canto funesto.
Malinconia: chi sa cosa alimenti
questo languore che non so cantare,
né definire oppure approssimare
in versi che verrebbero altrimenti;
chi sa mi dica pure dei possenti
bracci che danno spasmi a non finire
a chi non si rassegna all’imbrunire
che il sole cali i suoi raggi lucenti.
Sarà più triste ancora poi capire
che il sole spento dietro l’orizzonte
non cercherà domani un’altra fonte
da cui, brillante e caldo, rifiorire!!
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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carla vercelli18 gennaio 2012
Sai, Poeta, questa poesia mi ha dato una piacevole impressione di malinconia tradotta in versi leggiadri come rondini in un cielo terso di primavera! Che meraviglia!

