Il fiammifero
Il rossastro zolfo delle carezze
Era la scintilla che innestava la fiamma…
Lo stele di legno era il mio corpo,
Che divoravi secondo dopo secondo.
C’erano giorni
In cui pensavo di non essere mai più amato
E di non amare mai più…
Di non essere mai più acceso.
Ma…Sostai nei tuoi occhi
Come per sfregarmi,tentando di accendermi…
Mi fusi.
E ora…
Con felicità malinconica penso…
Che mi hai scosso,acceso.
Mi consumo…
Fino a esaurirmi bruciando.
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Commenti (1)
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Nellabernardi24 gennaio 2007
il volto della passione, a volte una fiamma inesauribile!
