Violini...
Me ne stavo su un vecchio prato, a ricordare l’odore degli scogli
A viaggiare nei vagoni della musica, guardando fuori dal finestrino dei violini
E oltre la pioggia del pianoforte...
Steso in mezzo ai miei poeti di carta in un girotondo di dormienti innamorati
Che parlano nel sonno.
Il sole si divertiva a saltellare tra gli alberi come un Cappellaio Matto
Offrendomi tazze di luce piene di pazzia, addolcendole con qualche zolletta del ricordo…
Poi si sedette accanto a me;
E tutto era tiepido come quando cadono briciole di fuoco in inverno,
Come quando io e te pensiamo agli anni 70…
Mentre montavo le ali alle mie poesie seguendo le istruzioni del cuore
Guardavo brillare aure d’inchiostro…
Sai, io sogno e colleziono cieli come un uomo che custodisce francobolli
destinati alle nuvole.
Chiuso nella mia stessa dimensione come sali colorati in un barattolo,
Con il tuo volto che sfuma nella memoria, un uccello che mi plana sul viso
E la mia ombra che assume la forma della tua…
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Commenti (1)
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Mirella Crapanzano21 febbraio 2008
Una poesia che è caleidoscopio di emozioni, di immagini, di ricordi, di musica in versi che sanno di dolcezza e tenerezza... bellissima
