La stanza di vetro
È tempo di uscire dalla stanza di vetro
da dove posso guardare, non visto da altri.
Io credo di non essere osservato ma dietro
queste lacrime piatte scorgo demoni scaltri.
Il mio cristallo respinge anche l'avida luce,
sotto l'anima d'ombra si rifugia il diletto.
Non verrà la speranza che deforma la voce
d'una spenta preghiera: chiedo solo rispetto.
Sulla lustra parete, lenta, stilla riflette
ciò che sono: baleno sghembo di una goccia
di spirito affamato, come Ugolino stette.
Inghiottirà me stesso senza lasciare traccia.
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