Pietra

La spina dorsale del drago
s’impunta come le onde
di un mare controvento,
scuote la coda contro i muri,
sopra le stalle,
spezza rifugi antichi.
Non salveremo ore a sufficienza
nella contrada senza campanili.
Dopo il boato la vita si crepa
come la montagna,
ma ci si aggrappa alla terra
e si rimane.
Il silenzio dei sassi nella gola
copre squarci indiscreti
e trapassa le camere sventrate;
sfiora la tavola, imbandita
di cocci, di polvere e detriti;
salva il ritratto sulla parete in piedi.
Affetti indifesi, non è questione di paura,
è che la vita poi si scappa sempre.
Ce ne vuole per amarti mio paese.
Lo facciamo, se l’hanno fatto i padri
e i figli lo faranno.
Dei vivi officeremo il rito,
e dei sepolti quali noi rimasti.
Ci basta il cuore
e una coperta di cartone,
e l’anima poco più densa d’una pietra.
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