Tsunami, 4 mesi dopo
Il timbro della voce si faceva increspato,
simile alla schiuma che cresceva,
fino a spegnere l'ultima sillaba, strozzandola;
la cornetta afferrata con disperazione,
cade nel baratro nero l'ultimo gettone.
Quella spiaggia e gli alberi scomparsi,
cancellati da quel mare di fango e sputi,
a coprire le meraviglie dei bambini giocanti,
di una pesca attesa, dell'ultimo riposo.
La sabbia diventata tomba senza ritrovo,
quante persone disperse senza nome,
e mentre la marea di terrore avanzava,
crescevano le persone che la videro,
ma non potranno raccontarla ad altri:
quanti misteri nasconde sotto una crosta,
quella terra da noi troppe volte,
violentata!
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