Avrei voluto
Gesuino Curreli
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Avrei voluto non aver amato
sapendo di soffrire così tanto,
meglio scaldarmi come pietra al sole
e freddarmi all’argento della luna,
senza il trapasso, senza le parole
che dicono il dolore dopo il pianto.
Avrei voluto avere muto il fiato
della pietra impassibile all’umore
di smottamenti e frane, e il suo colore
che non tradisce il senso martoriato
nel rovinoso vortice che muove
il cuore della terra ad altro stato.
Avrei voluto l’essere indolore
del sedimento già pietrificato
come reliquie di ere nello strato
che abbraccia foglie e calchi senza errore.
Impassibile agli occhi di un bel giorno,
non abbracciato dall’oscurità,
semplice cosa del cosmo senza età
indifferente a chi gli gira intorno.
Non amare e non destare amore,
non dare senso e consistenza al tatto
del corpo che fa solo il suo rumore
quando, al comando, rotola spietato.
Scaldato al sole senza essergli grato,
e poi un bagno di luna….ma commuove
questa mia ingenuità contro le nuove
che mi sorprendono come un illibato.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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