Guardandomi nel viaggio
Guardo il campo di stelle sulle montagne,
ove, nella luce,
la torretta merlata del castello,
appare somigliante ad un filatoio diroccato;
sono seduto a bere sulla terrazza italiana,
un balcone che è panorama malcelato,
sul mondo salmastro di cui respiro l’aria.
Le nuvole si spandono magiche nel celestiale,
somiglianti ad un inquietante testa di drago;
se la tristezza serpeggia,
cerco, invano, il benessere,
in un nuovo viaggio, in sperduti posti di ristoro,
nelle onde del mare e nel vento in pineta.
Trascorse le eruzioni di vulcani nella fantasia,
-e dopo essermi seduto a pensare sulle pietre-
ho compreso di aver bisogno di nuovi occhi,
di affidare ad una brezza vicina il mio credo,
cartello plastificato coperto di ruggine e ricordi!
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