Addio
Alessandro Labriola
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Brezze mutevoli d'inchiostro seminale
e profumi d'eccitazione:
il parco svestito al pudore dell'alba grigia
petali, i suoi serragli e minareti si spiegano
alla passione delle panchine imbrattate
come d'edera scura - avvolte
sui gracili soffi del rammarico giovanissimo;
la riscoperta di tutti i globi e gli astri
tra i filamenti ambrati del Segreto.
Al centro s'innalza, dai gemiti
la sorgente spericolata dei tuoi capelli
- spinta al cielo per l'armonia attorno
Della cicala abbiamo sfinito il canto
- infranto lo spartito
rotolando nelle fragranze infauste dei Loti
consumato a morsi
quei tempi e quei modi
preziosi.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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EnzoL5 febbraio 2012
non mi soffermo sul messaggio, di per se struggente e cosi amaro da divenire splendente, ma rimarco, come sempre, il magnifico modo, lo scritto che urla da queste righe... come sempre mi stupisce questo Autore che sempre mi coinvolge nel suo magnifico mondo d'inchiostro... ammirato

