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Dialettali 7 febbraio 2012 · lettura 1 min · 1749 letture

Er posto

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filiberto 205 poesie pubblicate
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** Nun pare bello, oggi è arisaputo, pijasse lo stipendio ar ventisette co na monotonia tajata a fette dic’ er governo, osservator’ acuto. Che giovinotti! Tutti bamboccioni, sfigato lo studente proletario afferma secco er sottosegretario e la ministra appresso: so’ mammoni. Ma ‘n caro amico mia disoccupato la cinghia tesa all’urtim’ orifizio ha aperto bocca piano e ha parlato: Si vole perde la monotonia, mio caro Senatore vitalizio, venga e se pij tutto er posto mia. *
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L'autore
filiberto

Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,

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Commenti (7)

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Nadia Mazzocco7 febbraio 2012

Molto interessante e veritiera, questa poesia e acquista ancora piú maggior pregio, scritta un in dialetto molto caratteristico. Apprezzatissima!

renato carpentino7 febbraio 2012

Sonetto grandioso non inferiore a quelli di Gioacchino Belli, grande poeta satirico romano dell'800

carla composto7 febbraio 2012

bella poesia in dialetto romanesco... scritto con arte bravo il valente poeta, anche per il tema trattato...

Fiammetta Campione7 febbraio 2012

Verità inconfutabile in versi, letti con sommo piacere e condivisi in toto, un bravo all'Autore

Cinzia Gargiulo7 febbraio 2012

Questa è la satira: dire l'amara verità con ironia riuscendo a strappare un sorriso su situazioni di profonda gravità. Poesia ben scritta e dotata di grande musicalità accresciuta dall'uso del dialetto.

EnzoL7 febbraio 2012

e come non condividere ogni tua singola parola meravigliosa verità, che in versi la dicon tutta e non si spaventano applauso, per te Poeta, non posso che ammirare tanta bravura!!

C

penso che i politici , di tutti i partiti, con tutti i soldi che hanno, con i loro figli super ponzati non capiscono la realtà amara di tanti giovani, in umbria si dice- trippa piena nun sente quella vota,- apprezzatissima complimenti