Lode alla pigrizia
Emanuele Strada
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Qui decanto e rendo onore
a uno stato assai di grazia,
la pigrizia è il suo nome
il far nulla, la sostanza.
E' un essere; dicono tutti,
che non serve mai a nessuno;
fasullo, errato, falso,
che vada nelle natiche a ciascuno.
E' un'arte; una scienza,
empirica materia elaborata,
a praticarla vi vuol coscienza,
privare il corpo,
di ogni sforzo;
è fatica esagerata.
Ma come ogni buon pigrone,
non disdegno i baccanali;
purché siano vicini
e non eccedan negli orari.
Se non altro, mi preservo
e non disperdo alcuna gesta,
l'energia non la disperdo
per scatenarla ad ogni festa.
La pigrizia è una sorella
che risveglia altri sfizi,
nel coltivare solo quella,
affini tutti gli altri vizi.
Mi riattivo, ogni tanto,
quando impulsi assai vitali
spezzan la noia di questo canto,
ritmi e tempi abituali.
Non posso fare altro
che aspettare ed oziare;
non son certo uno scaltro
ma un pigro,
che vuol sognare.
Alla fine tutto questo
scrivere e pensare;
mi han causato dei fastidi e
ho già di voglia di riposare.
Questo inno sconsolato
stanco, pigro e mal riuscito,
non può essere incolpato
se il suo corso l'ha esaurito.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele10 febbraio 2012
mi gorgoglia e m'inebria ...ma son pigro e già m'inedia... ma conduco con il cuore che questa stupenda è bellissima ed è un vero splendore... che meraviglia... complimentissimi un vero incanto

