La neve
Gesuino Curreli
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La neve per le fughe dai miei giorni,
andare per voglia del passo e del sudore,
dopo tanto profumo sopra il viso rasato,
e l’orologio ostentato sul gilet.
La neve….
quanto è affilata l’unghia che fa male,
che cambia il volto ai giorni,
strappando gli eventi a previsioni,
alla fissità degli orizzonti
in cui li avevamo cresciuti
come bambini sani ed obbedienti.
Quanto è greve l’umore
fintanto che le mani delle fronde
non mi accompagnano in alto,
dove il bianco tepore del silenzio
ammorbidisce lo spigolo
e sa attenuare il salto,
coprendone stupende nudità.
E il respiro che dice dello sforzo,
dell’incredula voglia di salire,
a dispetto del tempo e dell’età.
La neve, per assorbire il pianto della notte,
sotto il sole che dà la libertà
ai canti degli uccelli, affamati di bacche,
sfilando in mezzo ai rami,
dai pertugi segreti delle grotte,
per reclamare al cielo
uno squarcio al suo velo cinerino,
perché renda alla fine carità.
Salire per sentieri,
testi di vive orme disperate,
che nella notte bianca
chiamano al my day vite stremate,
dal buio dentro i boschi,
vedendo venir meno ogni pastura
per il giorno che a breve si alzerà.
Salire e alimentare le visioni,
oltre ogni magra pena,
dimenticando ruvide passioni,
e lievitare, eterei, certi che una promessa poi verrà.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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