Sangue della colpa
Si spegne la candela sui denari
di Giuda, empio sepolcro d’un sonno
reo; nel fiasco spagliato la spiaggia
riversa il mare in rivi di dolore.
La statua mostra cosce semiaperte
ma io non so dirle che sono uomo:
ladro d’intelletto dal tetro aspetto
cerco il turgore dell’idea eccitata.
Guscio risuona d’un canto d’amore
sommerso, diverrà casa di vita
l’osso di madreperla e di morte
in cui s’intrappola Mercurio alato.
Libero dall’ossessione carnale
resto stretto allo spirito che morde
i lacci dell’anima, geme nuova
Proserpina rapita dalla furia.
Essere uomo non l’ho voluto io,
nella ferita c'è sangue della colpa
e con quel chiodo ho trapassato Dio.
©
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