Lettera
Alessandro Labriola
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Ieri...
ieri ti ho persa tra i grigiori,
tra cose inutili: ho perso l'anelito di vitalità,
quel fremito indisponente mai sazio di te
che parte dalle parole soffiate
e arriva a diffondersi come un superbo profumo
indubbiamente mistico e insostituibile.
Dal vetro di una vettura, in un paesello qualunque:
rivoli fusi di pioggia hanno invano formato
e dissolto la tua chioma dai mille sfondi.
Senza te le pause si sprecano e le speranze
si prosciugano lentamente in voragini di molta scura;
- sfigurando i volti dei ciechi
si asciughino invece i mari! e le terre ci uniscano!
Lì ti troverò sulla tua isola emersa
distesa tra conchiglie rosee di madreperla,
allora forse, vicina:
Questo vile e dolce Desiderio che impiastra le mie notti
smetterebbe di pregare alla pioggia e alla neve il tuo tocco.
Scorri in me, con la forza necessaria del sangue
e il sapore di nuovi Impeti.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (3)
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Doraforino17 febbraio 2012
Una delicata lettera d'amore, scritta durante una pioggia, mille sapori, riemergono nel desiderio di riavere accanto il volto amato. Sentita e gradita.
Giorgio Dello17 febbraio 2012
Una lettera poetica suggestiva, emozionante nelle parole e nei profumi dei versi. Ottimo l'accostamento musicale che rende melodiosa, emozionante e soave la lettura!" Complimenti!
Angela Fragiacomo17 febbraio 2012
poesia! mi vien da esclamare leggendo questa lirica che si fa rileggere mille volte, e ad ognuna afferri un anelito nuovo, tanto è ricca, di tutto, immagini, sensazioni, emozioni, metafore vivide... struggente e deliziosa lettera, ad un amore ormai lontano, ma dentro ancora... inchino ammiratissima!



