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Introspezione 21 febbraio 2012 · lettura 1 min · 2782 letture

Dissolvenza

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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tese le mani verso domani lontani estingue vorace la neve il sole svanisce dietro quinte di niente fragile stolta bambolina che s’agita e piange è eterna questa notte gemente bandite le stelle sprofonda la luna -rincorrermi e non ritrovarmi- nuvola scorre spedita nella volta dubbiosa sogni s’invertono impietosi a risvegli improvvisi è vuoto che non riesci a sfamare -fa male-
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (6)

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Mario Contini21 febbraio 2012

...è vuoto che non riesci a sfamare... questa mi è entrata nel cuore come uno stiletto affilato, un testo bellissimo, complimenti.

Giacomo Scimonelli21 febbraio 2012

sì...fa male... sono sensazioni che non è facile spiegare... ma l'autrice ha colto l'essenza delle emozioni incidendole in questa profonda e sentita OPERA... apprezzatissima

EnzoL22 febbraio 2012

beh, che dire... la trovo di uuna profondita veramene splendente annichilisce, implode su se stessa questa tua... e svanisce in dissolvenza... con una chiusa 'DA STURBO' svanisce con eleganza!!!!!!!!

Angela Fragiacomo22 febbraio 2012

sì, fa male, un male che inghiotte tutto, nella disperata illusione di riempire un vuoto, alla bocca dello stomaco... ci sono risvegli così dolorosi, che ci sprofondano, ci disperdono... occorre poi faticare e ritrovarsi... occorre tempo... introspezione dolorosa, vera, schietta, d'un sentire ferito... uno spaccato di vita che chi più chi meno, ciascuno conosce apprezzata

Idalgo Visconti22 febbraio 2012

Un dolore che viene affrontato con coscienza, senza illusione di sorta... dolore che viene rappresentato con delle metafore ed una forma che direi magistrale... Complimenti piaciuta

c
chiara blunotte22 febbraio 2012

Il dolore per una perdita incolmabile viene reso nella sua pienezza, attraverso una serie di metafore in cui la natura, il cielo, l'universo intero si fanno complici e partecipi di un tale sentire, che sprofonda poi nella chiusa, nel personale grido disperato, a trafiggere il cuore. Sicuramente di forte impatto.