Bei tempi passati
Buie pietre sbozzate a pena
con ferri contorti cingono
l'ara sacrale
di zolle fitte di terra; proviene
di queste l'odore pesante
appena attutito da aromi
drogati di rare spezie
ancora fumanti del fuoco
che arse l'offerta al dio
redimita di loro fronde.
Il sommo druido accigliato
si chiede se al nume feroce
sia stato gradito il suo
pasto, e riflette – era bella
la giovane vergine e forte
il giovanetto guerriero
bruciati sull’ara e le loro
grida straziate salivano
acute al cielo – e rassicurato
si volge al deota dicendo
“domani due bimbi grassocci
ti saranno donati e la madre
li sgozzerà qui per te”.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
C
Tutte le opere →
L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!