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Introspezione 28 febbraio 2012 · lettura 2 min · 1872 letture

Langage aigu et amer

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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~ * ~ Fatiguée, lente de mouvements elle cherche une main et murmure… « O cœur adorable, reviens, reviens.» Et ses mains se joignent vers celui qu’elle ne peut plus presser. Elle voudrait s’endormir mais elle ne dort plus et les nuits lui paraissent éternelles. Elle observe le ciel perdu sous le manteau gris dont la nuit se revêt. Dehors, le vent pleure. Ses murmures mélancoliques la font frémir. Elle l’écoute, confuse. Et quand l’aube surgit ouvrant les danses à la lumière, de nouveaux sentiers s’ouvrent à sa tristesse. Le regard voué à la mouvance de l'air, seul, répond le silence. Langage aigu et amer! Le cœur battant, gros, serré, fendu… les souvenirs alors, lointains, perdus... … Qu’il faisait bon de vivre dans l’ordre et dans la paix de la famille. Délicieux le bonheur qui lui caressait le cœur. … O vie! Ô, tourment! Tout aspirer et ne plus rien saisir. Et des mots se cherchent dans sa bouche. Désespérément! . ~ * ~ . Linguaggio acuto e amaro . Stanca, lenta nei movimenti, cerca una mano e mormora... "O cuore adorabile, ritorna, ritorna." E le sue mani s'incontrano verso colui che non può più stringere. Vorrebbe addormentarsi ma non dorme più e le notti gli sembrano eterne. Osserva il cielo perso sotto il manto grigio di cui la notte si riveste. Fuori il vento piange. I suoi lamenti melanconici la fanno fremere. Lo ascolta, confusa. E quando l'alba spunta, aprendo le danze alla luce, nuovi sentieri s'aprono alla sua tristezza. Lo sguardo voué all'instabilità dell'aria, solo, risponde il silenzio. Linguaggio acuto e amaro! Il cuore in agitazione, gonfio, serrato, spezzato... i ricordi allora, lontani, persi... ... Come era bello vivere nell'ordine e nella pace della famiglia. Deliziosa la felicità che gli accarezzava il cuore. ... O Vita! Oh, tormento! Tutto ambire e più nulla lambire. E delle parole si cercano nella sua bocca… Disperatamente. ~ * ~
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Commenti (1)

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lucia curiale28 febbraio 2012

Ecco lacrime a scendere quando la poesia è vita... E sospirarla e leggerla e rileggerla per trovar un finale nuovo che non c'è... Perché è questo che spinge l'uomo a narrar di dolore e sofferenza: render l'amarezza un po' più dolce, la tristezza un po' più felice. Malinconia che riporta a tempi meno bui di quelli a cui, ormai, per sempre si è stati consegnati... Che dire? Non ho parole, ma solo pianto... Bellissima!