Ogni tanto passo davanti a quel mandarino
Ogni tanto passo davanti
a quel mandarino
giorno dopo giorno,
sempre sulla tavola
dentro la busta,
insieme al disordine
vedo la macchia di muffa
che si spande sempre di più
ogni giorno un pò di più,
vive e mi riporta indietro
ad una costante della mia vita
come poco fà
quando ho scrutato i misteri dell'acqua,
dentro la bottiglia verde
delle bolle d'aria minuscole a migliaia,
viaggiavano vorticando
in un segreto disegno.
Credo che la pistola
che faccia al caso mio
sia a tamburo.
Una di quelle
che abbia sei colpi,
mettici una pallottola,
lanci il giro con la mano
e spari in fronte
alla parete pallida della mente
Spalmata
come una nube di ovatta
e fili di suono d'amore
la coscienza
del silenzio,
dell'incanto,
nell'assoluta sapienza,
attratta con un sibilo
dai dettagli della mente
echi di scarpe bucate nel buio,
dimenticate vicino alcuni giocattoli
del calore, a volte,
che sento in un sorriso e un saluto
una mano che saluta
da dietro le sbarre del carcere
ei musicisti che rispondono
suonando alla fine dell'anno
per quei poveracci ingabbiati,
a volte più liberi.
A volte più liberi del passante
che scruta le foglie d'inverno
fumando e scagionandosi
pensando che a casa
ha una famiglia
che per questa sera
non lo ucciderà.
Il mio mandarino piange,
ma ci sono ancora io qui, con lui
piangiamo insieme
delle risate a crepapelle
e della pelle stessa mentre si crepa
del calore, a volte, che sento dentro
ne regalerei un brillante
suonato da un armonica
il punta di piedi sulla cima del caos
quel grande monte da cui scivolano giù i sogni
di bambini macinati
dal mondo che insegna
che ti sa consigliare
buoni propositi
Ogni tanto penso
che sia il caso
di uccidere il mio cuscino
per vedere le piume d'oca volare ancora.
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L'autore
Fratello
Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.
Commenti (1)
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Leaf31 dicembre 2006
leggerti..è veder volare piume d’oca..ancora e ancora... Un abbraccio, frà.

