Evanescenza
Elena Poldan
512 poesie pubblicate
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Si spegne languendo
quello strano fuoco
che ho dentro.
Ogni tanto si deve morire
per continuare a respirare.
Allestendo il mio rogo,
vedo già cenere fuggire
incontro a un vento selvaggio.
È la mia sete d’oltre
a farmi dimenticare chi sono.
I miei atomi si staccano piano,
una mia parte s’incammina,
un’altra continua a recitare.
Aleggiano scoprendo
d’essere solo aria e vento,
terra bagnata,
pioggia stanca.
Il mio corpo mi attende,
ancora un giro
tra frattaglie d’emozioni,
poi forse ritornerò
tra una folla di uomini soli.
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (2)
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R
Raffaella Picotti2 gennaio 2007
e' come un ritmo lento questa poesia che penetra isinuandosi in ogni verso lasciando ogni emozione alla pelle e al cuore bella! raffa
F
Fulvio632 gennaio 2007
E' la mia prima poesia del 2007 e ho iniziato alla grande.
