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Uomini 6 marzo 2012 · lettura 1 min · 4429 letture

Recidiva

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Fiocchi di pastello sperperati nell'aria stridono, inducendo le Nobili al pianto e al Piagnisteo codardo. Difatti scolpii io i non più vergini assetti della luna astratta, bugiarda: slanciato con l'eleganza di un "Eterno infinito" - ero Legai ogni certezza come un cordone di seta sullo scheletro balbettante della pianura; imitai le stesse pantomime acide delle voci con la reticenza del figlio dannato e il ruggito fiero sopito dalla folla; m'invase lo spirito della "festa": il suo incedere lesto violentò il mio orgoglio sussurrando lusinghe d'oro: antiche profezie. sentii nuovamente il gusto frizzante del passato - dalla stessa bocca sgorgò l'antico veleno mentre ti affaccendavi inutilmente sul mio corpo malato.
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Commenti (1)

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EnzoL8 marzo 2012

uno stile quello dell'autore che mi lascia sempre basito, tanto lo sento dolente e carico di cruda realtà... mi colpisce l'eleganza aulica di ogni parola, che veste d'amarezza ogni verso spettacolo