Rosa recisa
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
Commenti (6)
certamente hai descritto alla perfezione il senso di desolante tristezza del lento appassire. le sensazioni trasmesse dalle tue parole sono talmente penetranti da rendere difficile un commento che si limiti ad apprezzare la bellezza della poesia.
Vorre citare versi non miei Marina, leggendo versi altrettanto belli.Grazie! Ms. - ci sei per darmi ciò che possiedi, per darmi tutto, sei venuta sulla terra, com'io son venuta per contenerti, riceverti, desiderarti.”-
Ci siamo, il tempo che inesorabile passa, cambia il nostro aspetto esteriore e come una rosa recisa perdiamo il colore e l'aspetto esteriore che di noi gli altri conoscono. Vorremmo sparire in un mondo distratto, che non si accorge di noi, salvo poi cercare un contatto ”toccami” che sia anche interiore, specie con la persona che amiamo e che vorrà continuare il cammino con noi. Brava, io la leggo così. Mi è piaciuta, cosa non molto comune per me. Cesare.
Se capovolta si ferma nel tempo, come la triste melodia... altro non riesco a dire...
recidere una rosa..è interrompere la vita..un pò come il silenzio che uccide l'amore..o le parole che non dette fanno soffrire... le porti con te..sino alla fine..basterebbero altre parole a far rinascere quel fiore... riportandolo alla vita..troppo bella per continuare il commento..brava marina..sempre più brava.. Mari
Molto bella questa poesia seppur nella tristezza di un distacco emotivo. br Il testo scorre sciolto fino alla chiusa, senza intoppi, fondendo la metafora con il sentire, dolce e morbida onda di una malinconia che avvolge gli ultimi sussulti del cuore... prima di ripartire a nuova vita. br Ammirata. br br Cri

