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Donne 8 marzo 2012 · lettura 2 min · 2699 letture

Liberarsi dall'oscurità del male e rinascere

Raffaela Ruju 21 poesie pubblicate
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La mattina mi alzavo per non pisciarmi addosso e la notte dormivo per dormire ancora il divano aveva il colore dell’uva matura lo vedevo nero lo vivevo intensamente divano, poltrona e sedia mi sforzavo di vendere sapone coi capelli sporchi e l’anima malata Sylvia Plath mi parlava di sera avevo la testa troppo vuota e le pagine mi brillavano bianche lottare per uscire da quel mio dentro da quel cancro dell’anima che mi stava divorando sempre sola a combattere quella vita interiore e poi uscire camminare nel vuoto incontrare gli occhi di mia figlia e far finta di non sapere il suo vedere camminare per non fermare la mente perché non sapevo come fare a morire non avevo quella vocazione il desiderio forte, questo si! autocommiserazione? Amavo troppo il silenzio e non volevo chiasso intorno Mi lasciavo risucchiare in un mare di sale amaro nero e prezioso e mi chiudevo gli occhi per non guardarmi male I tuoi occhi di bambina erano pieni di tutto tutto quello che può fare una figlia anche far finta di nulla la coperta tra le dita della tua solitudine una coperta di pura lana perché il freddo che avevo era tanto Camminare per reagire in quel vuoto di mare inghiottito dalla pietra camminare per guardarti negli occhi E le pagine bianche brillavano come le tele incolori e tu eri sempre là con le tue cavalline e i tuoi cani a Cancania la città in veranda camminare per ritrovare un senso a quelle sbronze solitarie tu madre e io figlia incarnato di guance rosee di bambina troppo grande, troppo saggia: troppo per me! e non è abbastanza l’amore che ti porto dentro e adesso che le nostre mani sono di nuovo mani che le nostre braccia sono di nuovo braccia adesso posso guardare l’inchiostro che torna a sgorgare libero e abbondante posso vedere le tele riprendere colore e il mare tinteggiare il cielo
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L'autore
Raffaela Ruju

Nata a Tissi il 28 febbraio 1960. Residente a Trieste dal 1979. Ha lasciato gli studi umanistici per coltivare la professione di erborista. Nel 2002 pubblica la prima raccolta ”Interferenze” con la casa editrice Franco Puzzo Editore di Trieste. Le sue poesie e i suoi racconti sono presenti in alcune antologie.

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Commenti (1)

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Angela Fragiacomo8 marzo 2012

commovente, vissuta intensamente come un film, dall'inizio alla fine... opera di spessore, per il contenuto importante, per la condivisione d'uno spaccato di vita, doloroso, dolorante... davvero molto ammirata