Dopo il tramonto
Gesuino Curreli
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Dopo il tramonto la mia donna è luna
perché preferisce vie d’argento
nei campi scuri che sfuggono a misura,
come il palpito amante o la paura
cui mai sapremmo dare altro talento.
Dopo il tramonto il dubbio e lo sconcerto
osano far domande al cielo immenso
semmai sia innamorata la mia donna
di un astro che non vedo e che non sento,
semmai scorga quaggiù questo mio incerto
oscillare di pavida colonna
che non regge la volta a tutto sesto.
Dopo il tramonto é dubbia la mia somma
capacità di riso e di timore
dentro il silenzio in cui non ho sentore
del vagare ovattato della luna,
né mi spiego com’è che al suo chiarore
chieda risposte che non posso avere.
Dopo il tramonto il senso del piacere
veste di nudità la mia miseria
e palpa nella strada della notte
inestricabile il nulla e la materia
che tanto mi appagò con strofe rotte
quando non sopportavo di tacere.
Dopo il tramonto parlo con la luna.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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