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Ribellione 10 marzo 2012 · lettura 1 min · 2189 letture

Giudici in piazza

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Silenzi... e quelle giornate sprecate col viso teso, nel faticoso cenno di implorare: -l'impercettibile voglia di ricevere un passato diverso da chiunque si trovi a scorrere nei viali scoperti al verde muto del pianto; - Costui o Costei si dice mendichi affetto accennando a vecchie pipe alle rotte innaturali -Diavolo! Ne abbiamo pietà anche noi così sciagurati, spargiamo ai venti e lontano la sua "leggenda" che è già Monito - spauracchio dei fanciulli, lacrime delle vergini e così via sudore d'incesto e infuocato "primo sangue", demonio! Così lo indichiamo: merita questa pena - e dimostra il Falso quando finge d'esser solo.
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alla gente basta un gesto per iniziare a giudicare, diffamare... Questa è la visione cinica di chi non soffre un dolore e ne spettegola apertamente senza conoscere orrori o cause..."essi si fanno giudici e preti" (si noti il freddo cinismo dell'egoismo umano) ma per capire la solitudine, bisogna viverla - Dipinto su tela di Luigi Pasquali "IL VIAGGIATORE"

L'autore
Alessandro Labriola
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Commenti (3)

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Stella Corrado10 marzo 2012

Splendida riflessione, ill nostro mondo è pieno di giudici, laureati nella facoltà "Dell'ignoranza. "L'impercettibile voglia di ricevere un passato diverso da chiunque si trovi a scorrere nei viali scoperti al verde"??? No... potrebbe essere peggiore... L'indifferenza è la miglior soluzione, solo Dio può giudicarci. Complimenti!

Alberto De Matteis10 marzo 2012

Un monito, alla lettura di questa poesia, ci viene dal Vangelo: "Nolite judicare, ut non judicemini". Il giudizio ultimo spetta solo a LUI. Complimenti.

EnzoL16 marzo 2012

- OGNUNO GIUDICHI SE STESSO- neanche Dio può giudicare a MIO avviso solo noi, apprezzata a dismisura