Giudici in piazza
Alessandro Labriola
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Silenzi...
e quelle giornate sprecate
col viso teso, nel faticoso cenno
di implorare:
-l'impercettibile voglia
di ricevere un passato diverso
da chiunque si trovi a scorrere
nei viali scoperti al verde muto del pianto;
- Costui o Costei
si dice mendichi affetto accennando a vecchie pipe
alle rotte innaturali -Diavolo!
Ne abbiamo pietà anche noi così sciagurati,
spargiamo ai venti e lontano
la sua "leggenda" che è già Monito
- spauracchio dei fanciulli, lacrime delle vergini e così via
sudore d'incesto e infuocato "primo sangue", demonio!
Così lo indichiamo:
merita questa pena
- e dimostra il Falso
quando finge d'esser solo.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (3)
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Stella Corrado10 marzo 2012
Splendida riflessione, ill nostro mondo è pieno di giudici, laureati nella facoltà "Dell'ignoranza. "L'impercettibile voglia di ricevere un passato diverso da chiunque si trovi a scorrere nei viali scoperti al verde"??? No... potrebbe essere peggiore... L'indifferenza è la miglior soluzione, solo Dio può giudicarci. Complimenti!
Alberto De Matteis10 marzo 2012
Un monito, alla lettura di questa poesia, ci viene dal Vangelo: "Nolite judicare, ut non judicemini". Il giudizio ultimo spetta solo a LUI. Complimenti.
EnzoL16 marzo 2012
- OGNUNO GIUDICHI SE STESSO- neanche Dio può giudicare a MIO avviso solo noi, apprezzata a dismisura



