Quelle folie?
Jeannine Gérard
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+ Segui

~ * ~
Ce rythme immuable
de mes soirées me pèse.
La nuit avance…
Le plus profond silence
lui succède.
Il ne reste plus de cette journée
que l'idée d'un songe confus
et l’inquiétude vient dominer
mon esprit.
Je me promène dans ma chambre
avec une agitation cruelle
m'arrêtant quelque fois
pour regarder les nuages qui défilent
devant un maigre bout de lune.
L'aspect de la nature
enseigne bien des choses
mais ne peut rien contre l’espérance.
Je m’envole alors
dans des rêveries exaltées
qui me font oublier,
pour un moment,
que je n'ai plus l’âge
de charmer.
Et pour une seconde,
une minute, une heure
c’est vers toi que vole ma pensée.
Je sens le bonheur…
-ces délices de l'âme,
le cruel combat de l'amour
et l'enthousiasme de la passion-
Ah, si j'avais la jeunesse
avec ses désirs imprudents!
Agitée,
je sens que la seule grandeur
qu’il me reste...
« c’est la résignation
tout en refusant mon sort. »
Quelle folie avait pu me faire croire
que j’avais l’éternité devant moi?
Que signifie cette palpitation douloureuse
qui soulève mon sein.
Je lève les yeux vers les cieux
avec l'ardeur coutumière...
"Où es- tu allé mon bel Amour"?
Ce besoin divin
dont jamais être humain
n'a pu s'affranchir.
Ô ce cruel temps
qui a su faner sa rose.
Nulle plainte cependant!
Les souvenirs alors.
.
~ * ~ ~ * ~ ~ * ~ ~ * ~ ~ * ~
.
Quale follia?
.
Questo ritmo immutabile
delle mie serate mi pesa.
La notte avanza...
Il più profondo silenzio
gli succede.
Non resta più di questa giornata
che l'idea di un sogno confuso.
E l'inquietudine viene a dominare
il mio spirito.
Passeggio nella mia camera
con un'agitazione crudele
arrestandomi qualche volta
per guardare le nuvole che sfilano
davanti ad un sottile trancio di luna,
L'aspetto della natura
insegna molte cose
ma non può niente
contro la speranza.
M'involo allora
in fantasticherie esaltate
che mi fanno dimenticare,
per un attimo,
che non ho più l'età
di affascinare.
E per un secondo,
un minuto, un'ora
è verso te
che vola il mio pensiero.
Sento la felicità...
- queste delizie dell'anima,
il crudele combattimento dell'amore
e l'entusiasmo della passione.
Ah, se avessi la gioventù
con i suoi desideri sventati!
Agitata,
sento che la sola grandezza
che mi resta...
"è la rassegnazione
pur rifiutando la mia sorte."
Quale follia aveva potuto farmi credere
che avevo l'eternità davanti a me?
Cos’è questa palpitazione dolorosa
che solleva il mio seno.
Alzo gli occhi verso i cieli
con l'ardore abituale...
"dove sei andato il mio bell’Amour"?
Questo bisogno divino
di cui mai essere umano
non si è potuto affrancare.
Oh questo crudele tempo
che ha saputo avvizzire la sua rosa.
Nessun lamento tuttavia!
I ricordi allora.
~ * ~
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (1)
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Silvana Poccioni14 marzo 2012
Davvero molto bella. L'ho gustata leggendola nell'originale francese, in cui per fortuna me la cavo discretamente. La lingua francese è perfetta per la poesia e questa è una bellissima poesia. Complimenti

