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Introspezione 27 marzo 2012 · lettura 1 min · 2517 letture

Detriti

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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ascolto per ore il silenzio penetrare nel buio e smembrarmi d’angoscia e disperdermi infinita poi mi raccatto celata agli occhi del mondo che mi sa di sale e di ballo e non sa non sa quanta sabbia abbia bevuto quanto fango mi abbia soffocata quanto strazio travolta nei giorni di polvere e guerra e il sangue era freddo in arterie di ferro è un sepolcro che tace dentro me che canto per non sentire quanto ancora duole anche solo ricordare
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (6)

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EnzoL27 marzo 2012

un introspezione amara e malinconica, bene per tutta, ma il passo che preferisco è: e il sangue era freddo/ in arterie di ferro... da proprio il senso del distacco, doloroso... ottima

Idalgo Visconti27 marzo 2012

Un dolore che è ben rappresentato con le sue metafore che ne rafforzano la valenza, e ne fanno sentire tutta l'amarezza e la disperazione. Brava piaciuta moltissimo

è notevole ed è una gran bella POESIA, traduce e codifica il difficile ricordare dove il sentimento integro non desidera... enorme è il suo incipit che di eleganza poetica ne deduce e assume determinazione di vita nel triste suo andato decifrare...è una POESIA MERAVIGLIOSAMENTE BELLA E SENTITA

C

i ricordi a volte fanno male risvegliando il dolore, intensa poesia

Rita Minniti28 marzo 2012

Un dolore profondo portato a galla dall'anima, a pugni stretti, che geme senza darsi pace, confondendosi con quella parte di pensiero che vuole invece farcela e risalire. Un dolore che viene espresso in ogni verso con rabbia, ma anche con la consapevolezza che forse si potrà lenire, così come ella stessa ci confessa quando scrive che, nonostante l'oscurità che l'avvolge"dentro di me canto/per non sentire quanto ancora duole/anche solo ricordare" ... perché il ricordo spesso è una ferita che non si rimargina più! Bellissima poesia, molto coinvolgente!

Giacomo Scimonelli30 marzo 2012

solo chi ha vissuto dei dolori intensamente può verseggiare versi così intensi e profondi... ricordi che ancora fanno male e che nessuno può capire o semplicemente intuire se non la propria anima... ottima poesia introspettiva che conservo e segnalo ...