L’uno e il tempo
Come le sabbie sibilanti
che si gettano sulle rocce spietate
là, sulla nuda immensità
delle dune sfuggenti
Come una luce precipite
che strappa ombre al piano metafisico
dove la mente vaga, solitaria
in un tempo che non è il tempo
Come un ruscello turbolento
morde le rocce a lui piegate
le tinge di rosso ferro
le porta via da un letto scorticato
verso terre di lenta pianura
Con un profondo sospiro
che rompe pensieri che aleggiano
senza parole, nudi
il presente mi rapisce.
©
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L'autore
Alessandro Ferrari
Non parlo in terza persona perchè non sono Cesare. Sono un giovane di trent'anni che scrive per hobby, poesie ogni tanto anche se la mia passione vera sono i racconti fantastici e di fantascienza, in cui mi cimento ogni qual volta posso. Per vivere sono ingegnere e insegnante di materie scientifiche. Adoro la fisica p
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