CAVERNE (sottoterra)
Goccia che parla molte lingue
come Babele sotto un cielo chiuso
pinnacoli rovesci precipitano
contro una superficie deforme
gole che odono solo il sasso
divagare nei suoni dell'acqua.
I contrafforti perduti, tormentati
un buio pietoso li avvolge
le strida di roccia contro roccia
dannati dimentichi del Sole.
E il mondo dentro il mondo
il dominio di Gea, priva di mani
si contorce lento, plurale:
l'aria è fresca di aliti ciechi.
Sono qui, Terra,
immerso nel tuo seno gelido
e ora che l'occhio pende inutile
dai pensieri, respiro parole inumane:
la torcia è spenta, l'orecchio teso
lamenti ancestrali mi percorrono.
Nella notte eterna
un occhio si apre nella mente.
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L'autore
Alessandro Ferrari
Non parlo in terza persona perchè non sono Cesare. Sono un giovane di trent'anni che scrive per hobby, poesie ogni tanto anche se la mia passione vera sono i racconti fantastici e di fantascienza, in cui mi cimento ogni qual volta posso. Per vivere sono ingegnere e insegnante di materie scientifiche. Adoro la fisica p
Commenti (1)
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Azar Rudif3 luglio 2012
Un viaggio nella terra che si trasforma in un percorso tormentato dentro se stessi. Versi molto suggestivi
