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Fantasia 10 gennaio 2013 · lettura 3 min · 886 letture

Il principe e il khan

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Alessandro Ferrari 14 poesie pubblicate
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Fredda la luce che scheggia le torri di pietra e baldanza scurite dalla notte di pioggia: Novgorod, tu mia speranza Son giunto, ché l’ora è fatale il principe deve ascoltare ho udito il cavallo orientale le terre dei rus’ calpestare Le vie di locande e mercanti le strade di vita affollate le donne con voci invitanti fratelli ortodossi, scappate! Al Cremlino, serrate la porta il tartaro vien per il sacco Bisanzio è lontana, è morta non può fermarli il cosacco Il principe in silenzio mi ode ma il suo tacere fa male non perché voglia una lode: per lui ogni parola è un pugnale Chiamate i boiari a raccolta sarà una notte di sangue terra, ne berrai un'altra volta, il russo combatte, non langue Gremite son le alte mura di lance, di scudi, di spade asiatico, avrai lotta dura osasti calcar queste strade La sera era ormai scesa gli spalti un mare di luci ma venne a trattare la resa un barbaro dagli occhi truci Risposta la dettero gli archi non altro, neppure una voce al tartaro che passa alle armi coloro che adoran la Croce Il nemico giunse col vento battaglia ci fu fino a giorno i russi valevan per cento ma dentro fecero ritorno Poi venne il grosso dell’orda l’assedio durò settimane ancor resisteva la porta ancor le sortite eran vane Trascorso che fu un mese la fame mordeva, e la morte il sovrano che mai si arrese decise infine la sua sorte Solo con quattro fidati il principe uscì d’un tratto a colui che li aveva affamati offrì la sua vita in riscatto Al cospetto del Khan stette il sole sugli occhi zaffiro parlò come chi mai cedette parlò dopo un lungo respiro “Ti offro la testa per decapitarmi ti offro denaro, bestie ed unguenti puoi alle volpi da morto gettarmi ma non puoi toccar le mie genti” Il Khan fissava quel volto fiero la bionda criniera del giovane russo il Khan era certo un grande guerriero ma aveva rispetto per un re giusto “Prendo i tuoi doni come un onore ma la tua vita, russo, la restituisco torna in città, ché non sei vincitore ma son soddisfatto e ti riverisco” Così l’orda tornò sui suoi passi con il bottino puntò ad oriente lasciò i duri campi di erba e sassi di Novgorod e della sua gente E ora ritorno, là dove nasce il vento ma ho una gran storia da raccontare per me un secolo è solo un momento ma ho visto l’onore dell’uomo mortale
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L'autore
Alessandro Ferrari

Non parlo in terza persona perchè non sono Cesare. Sono un giovane di trent'anni che scrive per hobby, poesie ogni tanto anche se la mia passione vera sono i racconti fantastici e di fantascienza, in cui mi cimento ogni qual volta posso. Per vivere sono ingegnere e insegnante di materie scientifiche. Adoro la fisica p

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