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Riflessioni 29 marzo 2012 · lettura 2 min · 2803 letture

Avrei voluto dirti…

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Avrei voluto dirti…ma il pensiero, interdetto, si ferma sulla soglia di un sovrano silenzio che m’ imbroglia col respiro impietoso del mistero. Avrei voluto dirti….non par vero che tu non mi rivolga la parola, che sia lontana e chissà dove, sola, come un’ombra nell’epica di Omero. Lo senti quanto è caldo e come vola a te il mio canto denso dei momenti divisi con risate e con lamenti per un ricordo che non mi consola? Avrei voluto dirti che il giardino già pullula di gioia nei fermenti di questa primavera con i venti che spirano benigni dal mattino. Dirti di madri affrante e di dolori che sento in confessioni condivise per un’amara sorte che promise anche a loro filiali, ardenti amori, e poi in maniera cruda le ha divise dai primi, cari, e tiepidi bagliori. Ed io narro alle madri lo sconcerto, poi dico del mio pianto nella sera, del vuoto quando l’anima dispera e vaga come barca in mare aperto, flagellata dal vento di bufera, perso il sestante e l’albero maestro. Racconto il volo di una capinera che l’autunno arrestò sul davanzale spegnendo il giorno e l’alito vitale di una fiaba intrigante e menzognera. Avrei voluto dirti….é la memoria che vivo quando faccio quelle scale dove salivi tu, vinta dal male, in un silenzio gravido di storia. E questa storia che non puoi sentire la narro ad altre madri addolorate, a quelli che hanno vuote le serate, e ad altri che con me sanno soffrire.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (3)

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aspide30 marzo 2012

Quando la Poesia esce veramente dalla banalità e si mostra col suo vero volto di Arte... Questo è Curreli, uno scultore del verso, un autentico pittore d'immagini, che racconta, scrive, esprime con una semplicità apparente - che è la magia del vero Poeta - quello che anche (e quasi sempre) di complesso l'anima avverte. E c'è il dolore in questa magistrale (qui l'aggettivo non è usato a vanvera) Poesia, un dolore che esce da ogni parola, da ogni verso, un dolore che non è sopportabile solitario, e che ricerca e tende al dolore anche degli altri. Quasi volerne trovare una consolazione. L'ultima quartina esprime proprio la "consolazione" al dolore ottenuta tramite il rapporto con altri nella sofferenza. "e ad altri che con me sanno soffrire"

Marina Pacifici30 marzo 2012

Una poesia che nella pura bellezza e armonia è lirismo puro. Un canto della Memoria, di un'anima di Poeta che vince il pianto e nella dolcezza dei versi che divengono lenimento alla sofferenza diviene Canto. Un'alta elegia che si commenta da sola... Al Poeta il plauso commosso e una prece... continua ad incantarci con la tua somma maestria, Tu che sai volare sommo dove noi sorvoliamo radenti.

perlanera1 aprile 2012

Oh, sommo Maestro che apri le stanze dell'anima e ci travolgi i sensi col respiro delle tue emozioni che forgiano Poesia allo stato puro... e il lettore rimane affascinato e travolto da un afflato di sentimenti tanto eccelsi e nobili. Scrivi ancora per estasiarci ed inebriarci i sensi... Un inchino, con sincera e profonda ammirazione!