Il cavaliere torna a casa
Non fatemi essere quello che devo.
Sono stato sradicato da un punto chiuso,
una cittadina esagonale che non è originale
nemmeno nel nome.
Sono stato preso da correnti:
il momento di cercare è terminato,
il momento di raccogliere è giunto
e la faccia che non ha maschere
con cui guardo un bicchiere colmo
non può indossare le vesti succinte
di un conformismo dell'apparire.
Chiamatemi quando vi pare, risponderò
ma non per affogarmi in un sesso ozioso
non per raccontarvi il passato che è passato
o il futuro come un film già visto.
Il presente mi rapisce, giurare la verità
è un inutile orpello dell'apparire...
non vendo sogni, solo guardatemi:
giudicate pure, non me ne avrò.
E anche quando l'orologio segna un tempo
che è tirar tardi o voler vedere l'alba
preferisco sognare che l'attesa sia un modo
per rendere Godot migliore, ogni ora che passa.
E quando i granelli di sabbia che sono pensieri,
io sono i granelli di sabbia
si confondono in un bacio di quelli che poi non mi scordo
allora tutto si raccoglie, si rannicchia
accanto ad un acqua calma sotto la Luna.
E il rumore del mare solleva tutto
verso un cielo di un altro colore, nuovo.
©
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L'autore
Alessandro Ferrari
Non parlo in terza persona perchè non sono Cesare. Sono un giovane di trent'anni che scrive per hobby, poesie ogni tanto anche se la mia passione vera sono i racconti fantastici e di fantascienza, in cui mi cimento ogni qual volta posso. Per vivere sono ingegnere e insegnante di materie scientifiche. Adoro la fisica p
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