Dal giorno in cui recisi il tendine d'Achille
Emanuele Strada
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Avrei dovuto masticare quella strada
tra una falcata ed un trotto,
non sedermi sulla teoria del "comunque vada"
e non aspettare che questo osso si fosse rotto.
Di questa attesa in amicale compagnia
ne feci stile e ingannamento;
ma in un secondo, un incidente in quella via
e il mio discorso s' è sospeso in quel momento.
Ed è così che accade a chi ha nel moto
il proprio respiro, il proprio giovamento;
ora spezzato il filo, la caduta nell'ignoto
m' ha lasciato qui in un letto in sfinimento.
Inizialmente non feci un dramma,
socraticamente adottai un mio stile,
comportandomi come quel personaggio di Alfred Hitchcock,
James Stewart nella "Finestra sul cortile".
Ma quel che vedi passar da una finestra
non son solo i giorni e le stagioni,
ti convinci a mangiare sta' minestra,
non più il pane delle umane inconclusioni.
Da spettatore costretto ad osservare
cerco castelli e ganci, in terra e in cielo,
in questo scorrere del tempo, so rallentare
e come l'inverno, avviarmi ad un disgelo.
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
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