Mater dolorosa…...(alle madri, compagne nella comune strada del dolore)
Gesuino Curreli
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Nessuno più di te conosce il pianto,
o madre, che perdesti all’improvviso
il lume trasparente ed il sorriso
che avevi nei tuoi occhi come un canto.
Ora tradisci pena e il cuore affranto
invoca mestamente il paradiso
perché accolga quel fiore che ha reciso
un’ improvvida mano della sorte.
E il tuo dolore, o madre, cosi forte,
scolpisce di dolcezza amara il viso,
di mistero profondo, e lascia intriso
lo sguardo di speranze mai risorte.
Oh quanto mi colpisci e mi commuovi
quando ti vedo sconfortata e vinta,
ma ogni volta una lacrima dipinta
sembra venire giù con toni nuovi.
Io non avrò mai il giusto talento
da legare nei versi il tuo mistero,
il bello che ti leggo dentro il nero
ciglio materno denso di portento.
E, ineffabile, emani lo sconforto
che è dolore di sempre della vita
florida e sorridente, poi tradita
da una condanna che colpisce a torto.
O madre addolorata che rinnovi
il senso di un calvario mai finito
tu pieghi i versi ed io taccio impietrito
davanti al tuo silenzio, mentre i rovi
lacerano, come quando hai partorito,
le carni tue che desti ad altro fiore.
Non so lo strazio e il palpito che provi,
o madre di sconforto e di dolore,
per questo chino il capo ammutolito
dalla solennità del tuo patire,
e mi fermo a guardarti…….
davvero non sapendo più che dire!
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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unaqualsiasi13 aprile 2012
Mirabile composizione tanto intensa quanto profondamente vera, specialmente nella chiusa: "La comune strada del dolore" è quella che nessuno può conoscere non potendo entrare nelle scarpe "delle compagne", nemmeno calcando gli stessi passi. E il Maestro insegna che davanti al dolore non si può far altro che chinare il capo ammutoliti, poiché "la comune strada", di fatto non è comune affatto. "E' sacro il suolo nella casa del dolore"...e altrettanto sacro dovrebbe essere il rispetto. Inchino... Maestro.

