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Riflessioni 12 aprile 2012 · lettura 2 min · 2533 letture

Mater dolorosa…...(alle madri, compagne nella comune strada del dolore)

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Nessuno più di te conosce il pianto, o madre, che perdesti all’improvviso il lume trasparente ed il sorriso che avevi nei tuoi occhi come un canto. Ora tradisci pena e il cuore affranto invoca mestamente il paradiso perché accolga quel fiore che ha reciso un’ improvvida mano della sorte. E il tuo dolore, o madre, cosi forte, scolpisce di dolcezza amara il viso, di mistero profondo, e lascia intriso lo sguardo di speranze mai risorte. Oh quanto mi colpisci e mi commuovi quando ti vedo sconfortata e vinta, ma ogni volta una lacrima dipinta sembra venire giù con toni nuovi. Io non avrò mai il giusto talento da legare nei versi il tuo mistero, il bello che ti leggo dentro il nero ciglio materno denso di portento. E, ineffabile, emani lo sconforto che è dolore di sempre della vita florida e sorridente, poi tradita da una condanna che colpisce a torto. O madre addolorata che rinnovi il senso di un calvario mai finito tu pieghi i versi ed io taccio impietrito davanti al tuo silenzio, mentre i rovi lacerano, come quando hai partorito, le carni tue che desti ad altro fiore. Non so lo strazio e il palpito che provi, o madre di sconforto e di dolore, per questo chino il capo ammutolito dalla solennità del tuo patire, e mi fermo a guardarti……. davvero non sapendo più che dire!
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (1)

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unaqualsiasi13 aprile 2012

Mirabile composizione tanto intensa quanto profondamente vera, specialmente nella chiusa: "La comune strada del dolore" è quella che nessuno può conoscere non potendo entrare nelle scarpe "delle compagne", nemmeno calcando gli stessi passi. E il Maestro insegna che davanti al dolore non si può far altro che chinare il capo ammutoliti, poiché "la comune strada", di fatto non è comune affatto. "E' sacro il suolo nella casa del dolore"...e altrettanto sacro dovrebbe essere il rispetto. Inchino... Maestro.