Un giorno... la poesia
T'incontrai
un giorno:
eri li
mi aspettavi.
Ma non sapevo
non immaginavo
quali parole
avessi per me.
Le parole
quelle nel cuore
nascoste
segrete.
Eppur vere
strazianti
di dolore
di amore.
Che urlano
colpendoti
oh! traditrici
infami.
Che faccio ora?
Resto qui
a stracciare
pagine scritte?
Ad odiarti
perché mi vuoi
ad amarti
perché ti voglio?
Che amante sei
Poesia
se mi denudi l'anima!
©
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Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano14 aprile 2012
La poetessa ben esprime l'incanto che su di noi esercita la poesia, ogni volta che (e può succedere ogni giorno o anche a distanza di decenni) essa ci fa una corte opprimente e nello stesso tempo gradita, proprio come un innamorato (o innamorata) invaghitosi di noi. La poetessa conferma ciò che io penso da molto tempo, e cioè che sono le poesie a cercarci, e non noi a cercarle. Cosa fare a questo punto? Respingere il dono perché ci procura anche delle sofferenze? Non credo, perché portare felicemente a termine una poesia ci libera comunque alla fine da un peso che gravava in noi stessi, facendoci inoltre fare ogni volta un passo in avanti sulla strada dell'estetica.