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Introspezione 16 aprile 2012 · lettura 1 min · 2283 letture

M'allontano

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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m’allontano e come onda stremata la riva abbandono m’allontano da me stessa da mani da occhi e lingue d’anime affluenti del mio letto prosciugato per ritrovarmi dispersa fra labirinti di lacrime e fiele punti di domanda esalano dai pori e come arsenico bruciano è morire nell’assenza di un senso genuflessa dentro mi sottraggo al sole mentre soffiano aliti di veleno sui miei spiriti infranti m’allontano da ieri da quel che ero mi cerco fra domani da inventare per ricostruirmi fra polvere e fame m’allontano nella vertigine di un’anestesia e dopo blanda prova svuotata riecheggio di silenzio
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (4)

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EnzoL16 aprile 2012

un testo profondamente intimo, amaro e triste, ma che in chiusa riapre ad un futuro da ricostruire, sicuramente scevro e leggero dalle cattiverie e ingiustizie... veramente bella

Alessandro Spirito17 aprile 2012

Allontanarsi è prendersi tempo per rielaborare. Nascondersi per ritrovarsi. Poetare intimo e toccante. Molto bella. Fiocco e segnalo.

stelsamo18 aprile 2012

Allontanarsi da se stessi, da chi ci ha provocato questo senso di smarrimento, per ritrovarsi immersi nel dolore a farci delle domande, che acuiscono sempre più, la sensazione di dolore. Ci si sente morire, senza alcun senso. Ci si sente come piegati dentro e volontariamente ci si sottrae alla vita... Alla fine, la speranza è nel domani, dove ci si può reinventare e ricostruire. Struggente ed intensa. Complimenti!

stelsamo18 aprile 2012