Gola
Raschio la pelle
con le unghie.
Non c’è più niente
da trovare.
Ossa dolenti,
sopra il cuore.
Amore brucia,
intransigente.
Trasparente,
diventare:
sogno che grida
e che fa male.
Apro la gola
con le dita,
chiudo la bocca
alle parole,
chiudo i miei occhi
troppo dolore
troppo silenzio
da scrutare.
Lividi,
lividi
sull’assenza...
Nessuno chiede,
nessuno vede,
dietro la porta
di un’insolenza.
Dietro le mani,
scarne
e aggressive,
solo taciuta fantasia.
Dietro una smorfia
di pochi denti
rabbie apparenti.
Vera agonia.
©
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L'autore
Leaf
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
Commenti (4)
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M
Mariasilvia14 gennaio 2007
Il vuoto prende il posto del corpo e della mente, un tunnel senza sole.Bella.
Julie14 gennaio 2007
Assoluto distacco verso ogni bisogno terreno, ubbidiente alla propria volontà interiore, senza un cielo da guardare.La malattia nel suo implacabile evolversi.
M
Marilena14 gennaio 2007
Solo il dolore non va via... meravigliosa..brava marina.. mari
V
Vondur14 gennaio 2007
Agonia di chi ti osserva. Molto bella. Mi piace sempre il tuo stile, perché è mutevole. A occhi chiusi nel folk del nord.

