Avrei dato
Gesuino Curreli
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Avrei dato i miei dubbi al tuo silenzio
se non fosse di vuoto la risposta,
o sera, che m’incanti se ti accosta
il turchino che spargi sopra i monti.
Del tuo silenzio e dei mesti tramonti
nutro lo scoramento che mi inonda
e col canto che sale dalla fronda
ascolto il mormorio di antiche fonti
che baciarono mille bocche e i denti
stanchi di pane secco e sempre pronti
a stringere il dolore e la rotonda,
poca felicità a fine giornata.
A te, amante pacifica di tutti,
a te, sera, avrei dato i miei lamenti
sapendo che mi ascolti e che non menti
quando resti impassibile ai miei lutti
ma chiami a riflessioni sugli eventi,
e sui misteri del mondo animale.
A te, se mai avessi un buon segnale,
avrei chiesto il battesimo al poema
spegnendo la mia pena nel dilemma
se sia il mio canto o meno universale,
oppure voce rancida e blasfema
di un pianto che non cresce ed é banale.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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