Ondina triste
Alessandro Labriola
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Arche possenti fiancheggiano la strada,
la cui foce si specchia e si spinge
contro ogni statua rinfrancando i viandanti
con lacrime livide
- e tra livree dolenti e banditori sordi
si dannano con la sete i suoi cittadini;
le onestà vitree, gli ostinati rancori
slavati giù dal dirupo e nella diga
- accanto, campi di diamante battente:
vecchie risaie tramortite e ultime spiagge
per le beltà alate che rilucono del suo spasmo,
prosperano segretamente.
La pianura scopre tutte le sue mancanze
ogni villa è incalzata dalla furia
- nella solitudine si crogiola
poiché la vipera è in muta e l'adunanza nuova
è per le guance imperlate, i sognatori
con le chiocce al passo e l'airone:
canta la ritirata nell'ora più buia!
Agita ancor più tenebrose voglie
nell'alone cieco del diluvio, nelle pozze
prive di fuoco.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (3)
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Giacomo Scimonelli20 aprile 2012
immagini e descrizione profonda ed intensa... apprezzato lo stile e la musicalità dei versi
EnzoL20 aprile 2012
una descrizione preziosa, che proietta bene nell'impressione che l'autore vuole suscitare, piccole cose che magari ben osservate hanno una storia, hanno vibrazioni ottimo il tuo modo di saperle cogliere
Arcangelo Galante3 maggio 2012
Impressioni descritte con grande abilità linguistica e con immagini poetiche davvero coinvolgenti. Leggendo le liriche dell'autore, si deduce la grande bravura nel saper dare forma e voce alle emozioni proprie. Piaciuta tanto, dall'inizio alla fine. D'obbligo, è la segnalazione!



