Giaguari nella notte
Quale bambino indifeso la notte si turba
desto da prima dell’alba nel buio più nero
che non ha cuore di alzare la mano a scattare
quel nero pulsante che lo muta in un attimo
in dio, che con semplice gesto fa scaturire
divina luce che fuga brandelli di buio
svelando, grande sollievo del bimbo angosciato,
che il giaguaro appostato sulla poltrona blu –
pronto a balzargli alla gola al primo suo moto –
è un mucchio di panni, di calze, di sciarpe, di golf
che la sera ha scagliato lui stesso, da stanchezza
colpito, in fondo alla stanza, cotale sono
che mi opprimono incubi strani scaturiti
dagli insistenti pensieri che troppo vagare
lascio ignorando che forma da essi concreta
nasce e già invitta la nascita stessa la rende,
più forte ed agile e fiera, più belva ed audace
di ogni possente giaguaro che va turbando
la notte.
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (2)
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v
vinfra4721 aprile 2012
si è sempre giaguari e/o leoni in questo mondo fatto di nulla in quanto a sentimenti. vorremmo tanto essere agnellini e vivere in prati fioriti, profumati di azalee. complimenti vivissimi
C
Citarei Loretta Margherita21 aprile 2012
a volte si passano notti piene d'angoscia, bella la metafora del bambino, molto profonda e bella complimenti