Fratelli

La coscienza smarrita
agli angoli delle strade
sotto marciapiedi
inzaccherati dal fango
ingenuità scordata
come note stonate
vecchi ricordi nuotano
tra il lezzo nauseante
tentano di affiorare
poggiandosi a travi vaganti
ma sono marce e tradiscono
il peso dei ricordi
eri un ragazzo giovane
credevi nel futuro
sei diventato anello
di una pesante catena
Mi esilio tra la gente
scansando fiumi di fango
mi metterò in un angolo
e aspetto che passi
mi ritrovo a volare
tra grappoli di luce
e attraverso la sabbia e l'anima
osservando i cerchi del tempo
con occhi curiosi
con sguardo di ceralacca
l'acuto riflesso
si veste di quiete
©
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L'autore
conchita
sono nata un mattino di dicembre all alba dell ultimo giorno dell anno, pioveva a dirotto.un brutto temporale tanto che manco la levatrice voleva venire a casa, perche io son nata in casa, mio padre andò a giustificare la sua assenza dal lavoro per quel giorno(lui faceva i mercati rionali)ma quando tornò ero già nata
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