Divagazioni superflue
Ho divagato a lungo e discriminato
le facce della gente e le intenzioni,
ho tratteggiato forme ed espressioni
con inchiostro invisibile e a carbone,
adesso mi rimane a testimone
l'ombra indelebile dell'impronta data.
Osservo con distacco ormai pacato
lo scorrere incessante del passato
oltre gli opachi vetri del mio sguardo
cadono gocce a ricordar le lacrime
i solchi diventati ormai impermeabili
come i torrenti inariditi al sole.
I rumori della strada si rincorrono
nel vento che cambia e spettina il mio cuore,
indosso i sogni color del disincanto
mentre l inchiostro mi penetra la pelle,
e ancor divago tra il cielo e i desideri
a rimembrare quello che ero ieri
©
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L'autore
conchita
sono nata un mattino di dicembre all alba dell ultimo giorno dell anno, pioveva a dirotto.un brutto temporale tanto che manco la levatrice voleva venire a casa, perche io son nata in casa, mio padre andò a giustificare la sua assenza dal lavoro per quel giorno(lui faceva i mercati rionali)ma quando tornò ero già nata
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