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Riflessioni 22 aprile 2012 · lettura 1 min · 2388 letture

Farò i miei passi

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Farò i miei passi dentro il tuo silenzio, o natura che accendi ogni respiro, per cercare molecole nel giro del mistero del sacro per un empio. Ma dimmi tu, giacché io ti appartengo, ché mi desti le carni e poi le sciogli dimmi perché mi illudi e poi mi imbrogli, non sapendo per dove e donde vengo. Dimmi del pianto e dimmi della gioia dell’anima che emana ogni emozione del sentimento vivo, e la ragione dell’operosità che stanca e della noia. Del cielo, dimmi, quando si colora e infiamma il vezzo ingenuo dei poeti, del cosa muova i soli ed i pianeti, chi decreti che sorga un’altra aurora. Assorbimi, o natura, nei tuoi oggetti, nell’atomo che assume l’energia di questa umanità patita e pia in cerca dei maestri e dei profeti. Vorrei riuscire solo a far poesia, e poi confesserò tutti i peccati, sapendo che saranno perdonati con l’attenuante di malinconia.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (1)

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aspide22 aprile 2012

Un inno ed una invocazione alla natura, con vari perché che costituiscono una sorta di angoscia esistenziale del poeta, che lo costringe a chiedersi perché quella stessa natura da una parte illude e dall'altro inganna. E si chiede dove risieda il mistero della natura stessa, rivolge angosciose domande su cosa muova "il cielo e l'altre stelle" (qui penso a Dante), finendo poi in un concetto immanentistico di simbiosi e commistione totale con la natura. Bella la chiusura finale dove, in una semplice quartina, il Poeta sfoga il suo desiderio di immergersi nella poesia totalmente, e di riuscire nell'intento, dopodiché si sentirà in pace, attraverso una abreazione lirica che lo libererà dai "peccati" che saranno perdonati. Un bel poetare.