Farò i miei passi
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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Un inno ed una invocazione alla natura, con vari perché che costituiscono una sorta di angoscia esistenziale del poeta, che lo costringe a chiedersi perché quella stessa natura da una parte illude e dall'altro inganna. E si chiede dove risieda il mistero della natura stessa, rivolge angosciose domande su cosa muova "il cielo e l'altre stelle" (qui penso a Dante), finendo poi in un concetto immanentistico di simbiosi e commistione totale con la natura. Bella la chiusura finale dove, in una semplice quartina, il Poeta sfoga il suo desiderio di immergersi nella poesia totalmente, e di riuscire nell'intento, dopodiché si sentirà in pace, attraverso una abreazione lirica che lo libererà dai "peccati" che saranno perdonati. Un bel poetare.
